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Lombardia, Lecco

Lecco, tra monti e lago ed i luoghi manzoniani.

Antico borgo incastonato tra l'azzurro del lago e i monti del Resegone, Lecco  rievoca prima di tutto i luoghi manzoniani, a cominciare da Villa Manzoni al Caleotto, dove lo scrittore visse la sua infanzia col padre.
lecco, Il centro storico di Lecco con le montagne sullo sfondo

Il centro storico di Lecco con le montagne sullo sfondo

lecco, Il centro storico

Il centro storico


Da qui si diparte un percorso che comprende molto di più, quando si giunge nel centro storico, che fiancheggia le increspate onde del lago, dove giocano candidi cigni, mentre oltre si stagliano magnifiche le montagne del Resegone.
Qui si trova la Basilica di S.Nicolò che domina il lago, e il convento che nel romanzo è quello di Fra Cristoforo, oltre ai musei .
Lecco, Il Campanile di S.Nicolò con lo sfondo delle montagne

Il Campanile di S.Nicolò con lo sfondo delle montagne


In piazza XX Settembre svetta la torre Viscontea del 1300, che un tempo faceva parte del castello Visconteo,  fortificato di mura. Parte di queste mura si sono conservate tra le case del centro, ma è interessante anche notare un'altra antica torre, che fa parte del campanile della Basilica di S.Nicolò, svettante col suo orologio davanti allo sfondo delle montagne. La basilica ha un aspetto imponente,  a partire dallo scalone, mentre al suo interno sono conservati i resti della chiesa anteriore, del 1300/1400, insieme alla cappella del Battistero.
In stile neoclassico si presenta invece il Teatro della Società in piazza Giuseppe Garibaldi. Qui si incrociano viuzze e vicoli dove il passeggio si fa piacevole e vivace tra negozi e locali di ristoro mentre in via Roma si trova il monumento ad Alessandro Manzoni che ci conduce ai luoghi della sua più grande opera, "I Promessi Sposi".Basta spostarsi un po' per ritrovare nei rioni di Acquate e Olate la casa presunta di Renzo e Lucia, mentre sul punto più alto del borgo sorgeva il palazzotto di don Rodrigo.
Risalendo, poi, lungo uno dei tanti sentieri delle montagne circostanti, si può ammirare il magnifico panorama di queste terre, dove l'azzurro del lago appare incastonato come una perla, ben descritto dalle famose parole con cui inizia il romanzo: "Quel ramo del lago di Como che volge a Mezzogiorno..."
lecco, il lungolago

Il lungolago

lecco, Il lungolago

Il lungolago

Villa Manzoni al Caleotto

lecco, La facciata anteriore di Villa Manzoni

La facciata anteriore di Villa Manzoni

lecco, I costumi dei Promessi Sposi

I costumi dei Promessi Sposi


In piazza XX Settembre svetta la torre Viscontea del 1300, che un tempo faceva parte del castello Visconteo, fortificato di mura. Parte di queste mura si sono conservate tra le case del centro, ma è interessante anche notare un'altra antica torre, che fa parte del campanile della Basilica di S.Nicolò, svettante col suo orologio davanti allo sfondo delle montagne. La basilica ha un aspetto imponente,  a partire dallo scalone, mentre al suo interno sono conservati i resti della chiesa anteriore, del 1300/1400, insieme alla cappella del Battistero.
In stile neoclassico si presenta invece il Teatro della Società in piazza Giuseppe Garibaldi. Qui si incrociano viuzze e vicoli dove il passeggio si fa piacevole e vivace tra negozi e locali di ristoro mentre in via Roma si trova il monumento ad Alessandro Manzoni che ci conduce ai luoghi della sua più grande opera, "I Promessi Sposi".
Basta spostarsi un po' per ritrovare nei rioni di Acquate e Olate la casa presunta di Renzo e Lucia, mentre sul punto più alto del borgo sorgeva il palazzotto di don Rodrigo.
Risalendo, poi, lungo uno dei tanti sentieri delle montagne circostanti, si può ammirare il magnifico panorama di queste terre, dove l'azzurro del lago appare incastonato come una perla, ben descritto dalle famose parole con cui inizia il romanzo: "Quel ramo del lago di Como che volge a Mezzogiorno..."
lecco, Villa Manzoni dalla parte del giardino

Villa Manzoni dalla parte del giardino

lecco, Il giardino di Villa Manzoni

Il giardino di Villa Manzoni


Le finestre interne si affacciano sul giardino, ora più piccolo dell'originale, allora inserito in un territorio coltivato a vite e gelsi.
Nel nuovo percorso il romanzo viene presentato con nuove tecnologie come la fruizione strutturata del film muto di Mario Bonnard del 1922.Si può ben comprendere quindi come in questa terra, dove regnava la natura, di freschi corsi d'acqua e aspre montagne, dai borghi di pescatori (Pescarenico, il paese di Renzo e Lucia) e di boscaioli, sia nato il germe del primo genuino umanesimo del giovane Alessandro, sfociato poi nella maturità col suo intramontabile romanzo, che fu  definito dallo stesso Giuseppe Verdi, suo contemporaneo ed amico,"una consolazione per l'umanità".

Testo e foto di Grazia Paganuzzi
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